durata: 5-6 ore luoghi: Dignano - Betiga

Seguendo le orme dei benedettini

Nella zona di Betiga, i Benedettini eressero un monastero nei pressi dell’antica basilica di Sant’Andrea. I benedettini rimasero nell’area fino al 13° secolo, quando la peste apparve in questa zona, e devastò la popolazione.

I benedettini sono noti per la loro regola “Prega e lavora”, e con questo approccio hanno radicalmente formato questa regione. Battezzando gli slavi pagani, formarono anche questo paesaggio.

Eressero un monastero con un atrio, una cisterna e altre premesse dove vissero fino alla loro emigrazione nel 13° secolo. Coltivarono la terra, formando muri a secco, alcuni dei quali sono ancora visibili oggi. Ai loro tempi, ogni parte della terra veniva coltivata. Grazie in parte a loro, il popolo di Dignano è noto come laborioso e pio.

Panoramica dell'escursione

La più ricca collezione di arte sacra in Istria si trova nella chiesa parrocchiale di San Biagio a Dignano. La collezione contiene un totale di 730 opere e oggetti dal 5° al 19° secolo.

Nella chiesa parrocchiale si trova una cripta con i corpi dei santi miracolosamente conservati – S. Leone Bemba (+1188), S. Giovanni Olini (+1300) e S. Nicolosa Bursa (+1512). Oggi i pellegrini provenienti da tutto il mondo stanno pregando i santi, che sono un esempio unico dei corpi non disintegrati.

S. Nicolosa Bursa giurò al ministero di Dio nel monastero benedettino di San Servolo a Venezia. Ha subordinato la sua vita a Dio e la sua festa è celebrata il 23 aprile. In vari scritti sono presenti numerose testimonianze di grazie e guarigioni attraverso l’intercessione di Santa Nicolosa. Ogni anno molti credenti visitano Dignano e assistono alla guarigione per intercessione di S. Nicolosa. Il suo corpo è stato esposto a Dignano, con organi interni meravigliosamente conservati.

All’uscita della città di Dignano in direzione di Betiga, c’è il Parco delle casite, che testimonia i tempi antichi in cui il popolo, incoraggiato dalle attività dei benedettini, eresse muri a secco e coltivò la terra. Nel Parco delle casite si possono vedere le antiche case di campo di pietra tra gli uliveti. Nel passato gli abitanti le utilizzavano per ripararsi dalla pioggia quando lavoravano nel campo.

Il villaggio di Betiga si trova a circa 14 km da Dignano e fu abitato da benedettini dal VII al XIII secolo. Oggi qui troviamo i resti della chiesa e monastero di Sant’Andrea. L’area del monastero oggi è recintata e non può essere raggiunta, ma in ogni caso è un sito interessante da visitare e pregare.

Sulla vita di Sant’Andrea:

Sant’Andrea fu il primo degli apostoli che Gesù chiamò per seguirlo, motivo per cui fu chiamato “il primo chiamato”. Andrea portò rapidamente anche suo fratello Simone da Gesù, motivo per cui gli evangelisti Matteo e Luca lo misero nell’assemblea apostolica subito dopo Simone Pietro. Ha terminato la sua vita mondana crocifiggendolo su una croce a forma di X, che secondo lui si chiama “la croce di Andrea”. Vogliamo anche menzionare un importante fatto storico – la festa di Sant’Andrea si festeggiava il 30 novembre già all’epoca di San Gregorio Nazianzeno, nella seconda metà del IV secolo.

Preghiera a Sant’Andrea:

“Per quell’ammirabile prontezza con cui voi, o glorioso Sant’ Andrea, vi deste a seguir Gesù Cristo ed a Lui conduceste il vostro fratello, che divenne poi il capo dell’Apostolico collegio e la pietra fondamentale della chiesa; deh! ottenete e noi tutti la grazia di seguir prontamente le divine ispirazioni, di confessar generosamente la verità, di amar sempre le croci e i patimenti di questa terra, al fine di assicurarci i beni perfetti ed eterni del Paradiso.”

A Betiga, di fronte al ristorante Danijela, si trovano i resti della chiesa di Sant’Agnese, che si ritiene abbia avuto la funzione di cappella funeraria, dato che sono state trovate diverse tombe tutt’intorno.

Preghiera a Sant’Agnese:

“Tu, mille volte beata, o purìssima Sant’Agnese, ti consacrasti a Gesù non appena ti fu possibile conoscerlo. (…) Fa, o Sant’Agnese, che la mia fede sia incrollabile a qualunque prova che Gesù mi vuol mandare, e sia da me accettata con amore. Così potrò un giorno possedere con te la beatitudine eterna. Amen.”

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